Ore 6,30 del mattino, sorseggio il primo caffè della giornata, il mio preferito.

I primi raggi del sole e la lucidità che abbiamo quando non siamo in sovraccarico di informazioni.

Tavolo di legno in giardino, gatti rigorosamente “tra i piedi” (li adoro ma sono allergico, che nemesi ragazzi!).

Pc (anzi Mac, ormai niente più Pc), quaderni A4 e penne “pilot” blu, rossa e nera.

Sottofondo: tortore e uccellini (quelli che ogni tanto la mattina potrebbero anche provare a dormire un po’ di più!).

Nessuna interruzione o distrazione di telefonino (che lascio spento in genere fino a metà mattina per finire le cose strategiche importanti). Prima ancora che la maggior parte delle persone vada a lavoro ho già fatto una o due delle attività più importanti della mia giornata, quelle che mi avvicinano ai miei obiettivi personali e professionali.

Da molto tempo ormai rifletto sul quanto le cose ritenute vere dalla “massa”, dalla maggior parte delle persone, così vere poi non sono. E quando mi trovo a studiare come le persone eccellenti abbiano raggiunto i loro risultati, trovo sempre delle strategie che possiamo chiamare

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controintuitive“: cioè violano le aspettative comuni, la “saggezza” comune.

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Insomma: quello che fa la massa, spesso non funziona.

E già questa è di per sè un’idea controintuitiva.

Ne ho altre 8 per te, le migliori che conosco.

Tutte quante hanno contribuito a trasformare, di gran lunga, il mio modo di fare business

e anche di passare il mio tempo.

Mi auguro possano servire anche a te, se saprai prendere quello che ti attrae di più e metterlo in atto:

 

Idea controintuitiva: non lavorare sui punti deboli.

Un’idea contro intuitiva che sostengo da molti anni è che bisogna pensare maggiormente a sviluppare i propri punti di forza – trasformandoli in aree di eccellenza – rispetto a lavorare sui punti deboli.

Un punto debole su cui si lavora raramente diventa un’area di eccellenza, spesso si trasforma in un… punto debole rinforzato. Un’ area di eccellenza invece è ciò che fa la differenza tra te e il resto del mondo, sul mercato, nel tuo ambiente professionale o personale.

 

Idea controintuitiva:dai gratis le tue informazioni più preziose.

Come sto facendo io in questo momento con questo post.

Dai valore alle persone, sempre, prima di chiedere qualcosa.

Invece c’è chi da valore solo se qualcuno compra qualcosa.

E’ finito il tempo del chiedere. Chiedi solo dopo aver dimostrato il valore che puoi dare.

 

Idea controintuitiva: fai meno per ottenere di più.

In mano alle persone sbagliate, questo principio diventa una scusa per lavorare ancora di meno.

In mano alle persone che vogliono crescere sul serio, questo principio è fenomenale.

Se passi del tempo ad “affilare la sega“, potrai risparmiare tempo nel tagliare la legna.

Se lavori con armi spuntate, dovrai lavorare sempre di più per avere risultati.

Impara come gestire il tempo (per es. vedi le 2 idee seguenti), impara le strategie migliori per fare meglio e più velocemente ciò che fai! Esistono decine di corsi/libri/altro per migliorarsi.

 

Idea controintuitiva: la tecnologia ci penalizza.

E se la tecnologia ci stesse danneggiando?

Mi spiego.  Chiediti se sei tra quelli che sta dietro a tutte le innovazioni dei vari gioielli tecnologici sfornati dal mercato, a iniziare da quelli che iniziano per “I “ (leggi “ai”).

Non siamo più noi che scegliamo cosa comprare, dipende da quello che sforna il mercato, perché dobbiamo avere le ultime versioni degli Icosi: ma come facevamo qualche anno fa? Mistero.

Sia chiaro: non sono contro la tecnologia che ovviamente ci aiuta e alla grande, sono contro l’eccesso.

Il sovraccarico di informazioni (se hai l’Iphone, pensa alle App!) ci danneggia, ci costringe a cercare tempo e sacrificare quello che dovremmo passare con le persone importanti.

 

Idea controintuitiva: il multitasking ci rallenta.

Sì è vero che ci sono momenti in cui se non fossimo capaci di fare più cose contemporaneamente

(appunto multi tasks, più compiti), davvero saremmo nei guai (e ci sono persone che hanno effettivamente problemi a gestire più pezzi di informazione nello stesso lasso temporale).

Però, in sostanza, non solo ci sottopone a piccoli “stress” che ci stancano maggiormente ma, nella pratica, ci rallenta perché passare da un compito all’altro significa dover ogni volta capire dove si è lasciato e poi ripartire da lì.

Inoltre, è un ottimo modo per sfuggire alle cose importanti che a volte non abbian voglia di fare. E in ogni caso, la qualità dei compiti importanti e strategici, portata avanti in multitasking, ne risente.

Se proprio adori questa modalità, datti dei tempi: 2 ore di multitasking al giorno e poi il resto “seriamente”.

Una delle strategie migliori da adottare? Lavora scollegato dalla rete. No mail, no social, no distrazioni.

Altra strategia che io uso: sì al multitasking ma nello stesso progetto. Questo permette a me di dar sfogo alla mia parte più “multi” (è una parte importante di me..) e allo stesso tempo di non disperdermi da un compito che ritengo strategico.

 

Idea controintuitiva: per riuscire devi fallire.

Chi non sbaglia, raramente riuscirà in qualcosa di significativo.

Ma chi non sbaglia in realtà è solo chi ha paura di agire o è troppo “pigro” per farlo.

Le persone performanti sono quelle che hanno fatto più errori e… ne hanno imparato la lezione

(realmente, magari scrivendola).

Leggendo le biografie di persone che hanno fatto la storia, mi sono accorto che mediamente hanno fatto molti più errori degli altri, e, ugualmente, hanno avuto più “fallimenti”. Solo che: 1) non li consideravano fallimenti e 2) hanno imparato le lezioni dagli errori.

Davvero: se non ci sono sbagli nella vita di “qualcuno”, probabilmente ci si sta accontentando di qualcosa che non si vuole, si stanno arredando le finestre della cella affinché sembri una stanza di albergo.

Ghandi diceva “quando perdi, non perdere la lezione”. Amo quell’uomo.

 

Idea controintuitiva: le grandi idee non servono.

Serve gente che le sappia realizzare. Oggi le idee te le buttano addosso!

Naturalmente la grande idea conta, ma credi davvero sia difficile trovare buone idee?

Per chi legge, per chi naviga, per chi ha relazioni col mondo del lavoro, le idee non sono un problema.

Anzi: sono troppe.

E ci si perde ora dietro una, ora dietro l’altra, e l’ “execution” resta la grande questione irrisolta.

Non c’è tanta differenza nelle persone di per sé ma in quello che fanno.

Uno sta pensando ad un progetto importante, un altro lo fa;

Uno pensa di imparare a gestire riunioni e conferenze, un altro lo fa.

Negli anni ho imparato, ed adesso lo insegno, a portare avanti pochi e cruciali “fossati” alla volta.

Ed a portarli a termine. Piuttosto che dare spazio alle più svariate opportunità, idee e attività,

per poi tenerle tutte in bilico allo stesso momento, con risultati spesso appena sufficienti,

sentendosi oltretutto schiavi e non padroni della propria vita, vista la mole di attività in cui ci siamo impegnati.

Bisogna imparare a dire di no a tutte le opportunità che non sono “strategiche” per la nostra vita ed il nostro business.

Strategiche, ovvero: in linea con i nostri obiettivi più importanti ed i nostri valori chiave.

Mi spiace sempre quando rifiuto un progetto o un’idea di qualcuno che viene a propormela, e questo accade 9 volte su 10, ma essere strategico, nel senso appena spiegato, è una delle linee guida che ha portato maggiori benefici alla Max Formisano Training.

 

Idea controintuitiva: quando pensi di aver finito, fai qualcosa in più.

C’è un qualcosa, un “MIGLIO IN PIU” ” direbbero gli americani, che qualcuno è disposto a fare e qualcun altro, molti altri, no.

E’ un concetto noto anche come “filo del rasoio“, ci hanno fatto pure un libro e un film .

Che differenza potresti fare se decidi di “essere” questo atteggiamento mentale?

Che differenza farebbe se decidessi di prendere 30 minuti al giorno per la tua crescita?

E se decidessi di fare assolutamente 3 vendite in più a settimana, indipendentemente dagli orari di lavoro?

O di prenderti un fine settimana al mese per la tua formazione professionale?

Venti minuti al giorno di sport leggero?

E se decidessi di migliorare quell’aspetto della tua professione, dove arriveresti in 6 mesi?

O di usare il tempo che trascorri in auto per ascoltare audio di crescita personale o professionale?

A scuola ero di certo introverso, mi esponevo poco e questo mi penalizzava poiché il non saper parlare in pubblico era erroneamente associato all’impreparazione (effetto “alone” direbbero gli psicologi, effetto “ignoranza di alcuni docenti” dico io).

Per i più estroversi invece l’ “alone” funzionava al contrario: più è estroverso e più è preparato (nella mente dei prof..). Il mio “39” al liceo Classico ne è la prova.

Idem all’Università (Giurisprudenza, gli anni più noiosi della mia vita): 102 voto finale.

Allora decisi che sarei diventato bravo, molto bravo, nel parlare in pubblico.

Un po’ alla volta. Passo dopo passo, corso dopo corso, libro dopo libro. Prova dopo prova.

 

La linea guida:

La vita è difficile per chi è disposto a fare solo le cose facili;

ma è facile, per chi è disposto a fare anche quelle difficili.

 

L’opportunità:

nella seconda categoria siamo in pochi.

 

La sfida:

scegli da che parte stare.

 

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ti ringrazio col cuore.

 

max